scanepa's posterous

Cabo da Roca e Cascais

Prima di tutto una nota di servizio: leggo i vostri commenti che mi arrivano come email ma li approverò tutti al mio rientro visto che, non capisco come mai, l'approvazione via email non funziona. Oggi siamo andati a Cabo da Roca (e non come ho scritto l'altro giorno) e Cascais. Il capo sull'atlantico è ventoso come dicono tutti, bella la natura attorno con piante basse appena sugli scogli e foreste nella parte verso Sintra. Il faro rosso faceva contrasto con il cielo azzurro, solo sul mare all'orizzonte si notava una leggera nebbia. A Cascais non siamo stati molto, abbiamo guardato le spiagge (a me sembra che Noli, e la Liguria in generale, sia meglio, ma è un parere personale. Ci siamo infilati nella parte più antica, abbiamo visto il municipio, il porto, la fortezza e quindi, ci siamo rifugiati in una pasticeria per un caffé e due buonissimi dolci.

La vacanza volge al termine, domani notte si ritorna a casa, ma dato che domani mattina siamo ancora qui... mi sa che un visitina a una chiesa e un museo ci scapperà.

Terzo post da Lisbona o quasi

Oggi abbiamo passato l'intera giornata a Sintra, paese che i regnanti portoghesi del 19° secolo avevano eletto a loro residenza estiva. Senza voler sembrare una guida turistica vi dirò che Sintra è facilmente raggiungibile da Lisbona con il treno. Ovviamente i treni sono più economici, puliti e puntuali che in Italia, ma questo lo sapevate già. Il biglietto del treno, come quello del metro/bus/tram di Lisbona, è un tag RFID che costa 50 centesimi ma poi può essere ricaricato, quindi se non lo perdete o lo buttate i viaggi successivi basta passarlo all'addetto e via, verso un'altra destinazione. Manco a dirlo il controllore sul treno è dotato di un lettore RFID su cui passa il vostro biglietto per controllare che abbiate timbrato. Stranamente il biglietto fatto ieri in metropolitana non era ricaricabile, ora ho due tag.
Dopo questa piccola deviazione da appassionato di tecnologie torniamo a Sintra. Il castello, che poi è un forte costruito dai mori nel 9° secolo, è molto bello, grandissimo e soprattutto arroccato in cima a una collina che si raggiunge percorrendo delle stradine mal lastricate e molto ripide. Per i pigri c'è un bus, ma noi siamo pigri??? No, assolutamente. Visto che ieri non ho fatto il biglietto cumulativo per la Torre di Belem e per il Mostero dos Geronimos, oggi ho fatto quello per il castello e il Palacio de Pena. Quest'ultimo è stato costruito nel 19° secolo come residenza estiva dei reali, è una costruzione che unisce in se vari stili partendo dal manuelino passando per l'arabo e finendo con il barocco, abbarbicata su una collina in vista del castello e circondata da un enorme parco. Nel complesso non ci è piaciuto prima di tutto perché lo stile arabo (che predomina nella parte esterna) sa di falso a prima vista (l'architetto che ha disegnato il palazzo era tedesco) e secondariamente perché lo stato di conservazione di tutta la struttura lascia a desiderare. Di piacevole all'interno del palazzo c'è la cappella che era parte del convento che il palazzo a inglobato. Quest'ultima è in stile manuelino originale e quindi ha un suo perché. L'interno del palazzo raccoglie un'accozaglia di mobili che in alcune sale sembrano mollati li senza un grande senso e ci si domanda se siano davvero parte dell'arredo originale. Sintra merita comunque una visita soprattutto per la natura in cui è immersa, la salita al castello è si fa sentire nelle gambe ma secondo me in autobus si perde parte del bello del paesaggio. Se qualcuno di voi miei affezionati lettori volesse visitare Sintra consiglio di vedere il castello e il monastero dei capuccini (che io non ho visto), ma occhio che quest'ultimo è distante dalla stazione e forse il bus è necessario.
Domani si va a Cascais e Cabo de Arroca.

Secondo post da Lisbona

Miei carissimi lettori eri non ho avuto il tempo di tediarvi con le mie ferie a Lisbona per cui oggi post doppio (ammesso che parta perché ieri le email non sono andate).
Giusto per completare il racconto della prima giornata, la sera siamo andati in una trattoria piccolissima in cui con 20 euro abbiamo cenato in due con due bei piatti a base di baccalà.

La giornata di ieri è iniziata splendidamente con una cinquantina di minuti di corsa a Parque Enrique IV, un bel parco in salita, tirava vento da nord (cioé di fronte a me che salivo) e la bandierona del Portogallo che fa bella mostra di se in cima al parco sventolava tesissima. A proposito, non ho mai visto una bandiera così grossa. Dopo colazione siamo usciti e il vento era calato, solo ha iniziato a pioviginare, dopo 10 minuti a finito, quindi ha reiniziato, quindi rismesso e ha iterato così per tutto il giorno. Noi, che non ci facciamo intimidire da un po' di pioggia siamo andati avanti con il nostro programma e scarpina scarpina abbiamo visitato la cattedrale di Lisbona, il castello e Igreja de Graca (mi scusino i portoghesi ma non riesco a inserire la c con la cediglia). Alla fine sfiniti dalle salite abbiamo preso il famoso tram 28 per calare a valle e ci siamo ripresi mangiando una fantastica pasta alla Pasticeria National. La sera siamo andati in un ristorante non troppo distante dall'albergo dove abbiamo speso un po' di più per uno spiedino misto di pesce e carne e un bel salmone. Le previsioni del tempo per oggi erano simili a quelle di ieri e invece è spuntato un bel sole che ci ha arrostito mentre visitavamo Belem (torre e Monastero). La giornata, a dire il vero, è iniziata con una piccola avventura con la macchinetta per fare i biglietti in metropolitana: benché parlasse anche inglese non si riusciva a capire come farle emettere due biglietti giornalieri. Alla fine abbiamo risolto ripetendo due volte l'emissione di un giornaliero. Oggi, oltre alla visita della città ci siamo dedicati a mezzi di trasporto pubblico prendendo: due tram moderni, due d'epoca (l'immancabile 28E), la metropolitana e un autobus. Ah... si dimenticavo, dopo essere tornati da Belem siamo andati alla chiesa del sacro cuore. Arrivare alla chiesa a piedi è un suicidio ma c'era un traffico bestiale, i tram erano bloccati nel traffico, il primo che è arrivato non andava dove serviva a noi (e l'autista me lo ha detto in malo modo), la fermata a cui abbiamo aspettato più di mezz'ora era al sole, insomma quando siamo arrivati in cima dopo aver visitato la chiesa ci siamo dovuti riposare un po' all'ombra degli alberi del Jardim da Estrela. Poi ci domandiamo perché alle 22 abbiamo sonno. Voi cosa dite? Anche per oggi è tutto. A domani... forse.

In ferie a Lisbona (primo giorno - primo post)

Carissimi lettori, eccoci, come ormai è abitudine, al post giornaliero dalle ferie. Ebbene si, per quei pochi di voi che non lo sanno ancora da ieri sono a Lisbona e sarò in giro per questa città e i suoi dintorni fino a lunedì prossimo quando, a tarda ora farò ritorno a Malpensa e quindi a casa. Torniamo però all'oggetto di questo post: Lisbona o meglio le mie vacanze a Lisbona.

Ieri sera siamo arrivati puntualissimi con il nostro volo EasyJet che, per me era la prima volta, era pilotato da una signora dall'aspetto e accento inglese che nel darci il benvenuto, sicura di parlare italiano ha fatto un bel minestrone di italiano, spagnolo e portoghese. Da genovesi parsimoniosi abbiamo deciso di prendere l'Aerobus per raggiungere il nostro albergo (NH Liberdade) ed è stata un buona idea perché ferma proprio davanti all'hotel ma un pessima esperienza perché l'autista era uno, se non il peggiore, in cui mi sia imbattuto (scossoni, scarti, sorpassi azzardati, frenate improvvise).

Preso possesso della camera siamo immediatamente usciti per fare un breve giro di ricognizione della zona e acquistare un po' di acqua. Avenida de Liberdade è una strada alberata attorniata di negozi di cose cose carissime. L'albergo è circa a metà della salita per cui raggiungere Rossio, e quindi il centro della città, è un'impresa da 15 minuti. Stamattina, dopo una bella dormita su un materasso durissimo ma comodissimo e un cuscino molissimo come piace a me, siamo usciti alla scoperta della città. Non voglio tediarvi con i dettagli dei giri che abbiamo, anche perché le foto parlano più di mille parole e al mio ritorno pubblicherò le più belle su picasaweb e per i miei più appasionati lettori (leggasi parenti e amici) organizzerò proiezioni private, vi basti che oggi abbiamo camminato fino alla Piazza del Commercio, siamo saliti al Carmo con l'ascensore e ritornati in albergo.

A domani.

Online o offline

Usare un computer ormai equivale a essere connessi alla rete, non riusciamo a fare più nulla al PC senza che tra le applicazioni aperte ci sia un browser pronto sulla pagina di un motore di ricerca e di un social network, un programma di posta elettronica che controlla le nostre caselle ogni 10 minuti, un programma di chat che ci permette di chiaccherare con amici e colleghi. Tutto questo è in effetti fantastico e impensabile solo qualche anno fa, mica tanti al massimo 15, ma è giusto? Secondo voi non ci farebbe bene scollegarci ogni tanto e concentrarci su altro che non sia comunicazione? È un po' che rifletto su questo argomento e devo dire che le mie piccole prove portano a considerare molto efficace lavorare scollegati. Ci si concentra molto meglio sull'attività che si sta svolgendo si accorciano i tempi in cui si porta a compimento il lavoro. In fondo i profeti del metodo Get-Things-Done suggeriscono di leggere l'email con meno frequenza di quello a cui siamo abituati. In questi giorni di ferie mi sono collegato a Internet con una connessione UMTS come ho fatto anche a Natale, ho rinunciato alla lettura dei feed RSS (a Natale li ho letti offline) e a tutto quello che non fosse posta elettronica e poche mirate navigazioni sul web. Alla fine sono riuscito a: postare ugualmente (via posterous) qualcosa sul mio sito, qualcosa pensato e scritto fuori rete, senza usare l'interfaccia web di Wordpress ma usando emacs o l'editor delle note del cellulare; a leggere tutti gli arretrati delle mailing list a cui sono abbonato e in alcuni casi a rispondere con calma a molte più email di quelle a cui risponde normalmente; a compilare un elenco di cose da fare assegnando una priorità a tutte e annotandole sul mio piccolo blocchetto nero; ad andare avanti con il mio pacchetto gsoap per Debian; ad approfondire le mie conoscenze su cmake (grazie alla lettura del manuale offline); ad organizzare le foto scattate giorno per giorno il tutto usando il computer per poco tempo preferendo dedicarmi alla lettura della Repubblica e del bel libro Scintille di Gad Lerner ai bagni e alle dormite inspiaggia. Dopo questi giorni di prova cambierò sicuramente il modo in cui uso il mio tempo al computer dedicandone di più ai progetti che mi interessano tra cui Debian e offlineimap e limitando il tempo online allo stretto necessario, non me ne abbiano a male gli amici e i conoscenti di cui giocoforza non leggerò più tutti i post dei blog o i twitt o gli aggiornamenti su facebook. Non sparirò sarò solo più concentrato sulle cose che mi interessano. Voglio finire il processo per diventare manutentore Debian, contribuire a portare avanti offlineimap e finire alcune cose che sono li da troppi mesi.

PS: post scritto con emacs e postato via email

Posted June 26, 2010

Ultimo post dalle ferie

Oggi è il giorno dei preparativi, domani si ritorna a casa. Gli ultimi giorni sono stati splendidi, il cielo si è finalmente liberato delle nuvole e se non fosse per il vento che continuato a soffiare e che ci faceva venire i brividi nell'uscire dall'acqua sarebbe stato tutto perfetto. Stamattina siamo andati in spiaggia per le ultime ore di tintarella e le ultime foto alla duna che protegge la spiaggia della Cinta.

Domani, durante il viaggio di ritorno scriverò un post di bilanci e appena a casa pubblicherò qualche foto.

Un piccolo appunto personale: non so che diavolo di software usare per gestire le foto: gthumb muore mentre cerco di organizzare le foto, f-spot non importa alcune foto e non capisco perché, entrambi non importano usando gphoto2 ma gphoto2 funziona.

Posted June 26, 2010

Primo bilancio delle ferie (corsa)

Eccomi, nel salone delle feste della Motonave Suprema della GVN, mentre gli altri fanno il loro pisolino in cabina, a stendere il primo bilancio delle ferie. Partiamo dal mio secondo hobby: la corsa.

Durante queste due settimane ho corso tutti i giorni, tranne uno in cui pioveva, non conoscendo i posti non mi sono imposto un limite di chilometri giornaglieri da percorrere ma ho deciso di correre tutti i giorni almeno 40 minuti, solo due volte ho superato i 50. Non ho forzato l'andatura, anzi, al contrario, ho cercato di andare piano il più piano possibile per evitare che mi tornasse il dolore alla gamba destra. Questo ultimo obiettivo è stato pienamente raggiunto, nessun dolore, solo un leggero fastidio l'ultimo giorno quando, dopo essermi fermato a salutare un amico che ho visto passare in auto sulla statale, ho istintivamente allungato il passo. A dirla tutta il fastidio è sparito in un batter d'occhio.

Nelle mie peregrinazioni nei dintorni di San Teodoro mi è capitato di correre: sulla sabbia dura e compatta, anche lontano dalla battigia, della spiaggia della Cinta; sulle alghe appena coperte da un leggero strato di sabbia della spiaggia appena a sud del porto di San Teodoro; sulla sabbia asciutta della spiaggia di Cala d'Ambra; sullo sterrato pietroso e sul più familiare asfalto delle strade statali e comunali. Correre sulla spiaggia è veramente una cosa fantastica, la sabbia compatta attutisce l'appoggio del tallone, resiste il giusto allo slancio verso avanti facendo affondare un po' l'avampiede, forza ad allungare il passo alzando le ginocchia allenando così la parte alta della gamba, insomma un allenamento fantastico, tanto bello che un giorno ho fatto il bis (mattina strada, pomeriggio spiaggia). La sabbia molle invece fa fare una fatica a dir poco bestiale: ad ogni passo affondi con quasi tutta la scarpa, provi a uscire dal fosso con uno slancio in avanti e invece affondi ancora più giù. Un esperienza che vorrei ripetere anche se ho paura che in Liguria sia praticamente impossibile visto che le nostre spiagge sono piene zeppe di stabilimenti e la battigia è spesso un ripido scalino pieno di pietre.

Torno a casa convinto di poter percorrere 8 chilometri al giorno senza problemi e, l'unica cosa che mi frena è la necessità di puntare la sveglia alle 6 per poter fare un po' di stretching, correre, fare la doccia e ancora un po' di stretching, vedremo nelle prossime settimane.

Posted June 26, 2010

Quarto post dalle ferie

Eccomi al quarto post dalle ferie. In questi giorni il tempo, che del resto è la cosa più importante che c'è durante le ferie, è stato piuttosto nuvoloso e soprattutto molto ma molto ventoso. Sabato abbiamo deciso di andare a fare una capatina a Porto Cervo. La prima volta che ci siamo stati, qualche anno fa, mi aveva dato l'impressione di un essere un posto finto, di plastica, una specie di set di un film. Questa volta non è stato così anche se continua a non piacermi, è un paese senz'anima.

Domenica pomeriggio siamo andati a Cala Girgolu, spinti dai racconti e dalle foto di un'amica, ci siamo spinti alla ricerca di alcune calette rocciose. Alla fine viste dal vivo non mi sono sembrate così belle, alcune occupate erano piene di spazzatura, altre sono talmente piccole che una sola persona occupa tutto lo spazio disponibile, per di più per passare da una all'altra occorre arrampiacarsi un po' su alcune roccie, occorre avere le scarpe da ginnastica e le borse da spiaggia risultano sicuramente scomode. La spiaggi di Cala Girgolu e piccola e sporca. Attorniata da casette molto ben nascoste nella vegetazione. Il tempo si è messo tanto al brutto che la paura che piovesse e che la strada sterrata si trasformasse in un pantano ci ha fatto scappare.

Ieri abbiamo voluto fermarci in spiaggia a tutti i costi, il vento alzava la sabbia e spirava così forte che nessuno ha osato fare il bagno. Le persone sulla spiaggia erano un po' innervosite mentre tre windsurf e un kaysurf frecciavano velocimi nella baia della Cinta vuota di bagnanti. e alla fine eravamo degli omini di sabbia, sabbia sulle gambe, sabbia sulla faccia, sabbia nelle orecchie, sabbia nel naso, sabbia ovunque. Io ne ho approfittato per farmi una corsetta sulla spiaggia, mi sono letteralmente distrutto le gambe.

Stamattina sembrava bruttino, il sole faceva capolino da dietro le nuvole e il vento ha smesso di soffiare. Durante la mia corsetta ho incontrato un signore che girava con un carro tirato da due buoi, gli ho scattato una foto e lui si è messo in posa. Così mi sono fermato a fare due parole e lui mi ha detto che quello di andare in giro con i suoi due buoi è il suo hobby dato che da pensionato ha un sacco di tempo. Simpatico.
Non avevamo voglia di sdraiarci e quindi abbiamo fatto una lunga paseggiata, abbiamo percorso tutta la spiaggia della Cinta, fino al canale che mette in comunicazione lo stagno con il mare. Il pomeriggio è stato caratterizzato da un bel sole e quindi ne abbiamo approfittato per fare un bagnetto, l'acqua era fredda.

Posted June 22, 2010

Terzo post dalle ferie

Dopo aver letto tutta la Repubblica e aver sfogliato Il venerdì di Repubblica, seduto in giardino nell'attesa che il resto della combriccola decida di tornare in spiaggia non mi resta che scrivere il mio terzo post dalle ferie. Non vi racconterò, però, delle mie corsette mattutine e delle ore passate a camminare in spiaggia ma piuttosto di due cose che mi ha colpito, ahimè non positivamente di San Teodoro: il numero di villette in costruzione e l'acqua non potabile nell'acquedotto. Noi siamo alloggiati in una villetta divisa in quattro appartamenti su due piani, ogniuno con un piccolo giardino e un posto auto. La costruzione è carina, intonaco rosa si alterna a pietra grigia, persiane scure e tetto di coppi. Avrà si e no 5 anni. A fianco c'è un cantiere in cui, a diversi stadi di realizzazione, stanno nascendo altre 5/6 casette simili a questa. In tutto il paese è un rifiorire di cantieri, persino il municipio è in costruzione, la polizia municipale e l'assistenza sociale sono ospitate in una palazzina nuova, passandoci davanti danno l'impressione di non aver ancora finito il trasloco, la chiesa è un edificio ancora da finire. Nelle mie corsette mattutine incontro solo furgoni di muratori, muratori che escono dal bar, muratori che aspettano che qualcuno passi a prenderli. In pratica San Teodoro da l'impressione di essere in mano alle imprese edili. Mi domando è giusto? Questo territorio potrà resistere a tutto questo? Le spiagge sono già affollate a giugno, alcune di queste sono in un area protetta come saranno quando un altro migliaio di persone potranno alloggiare a San Teodoro? Lo scorso autunno qui ci fu un'alluvione che spezzo in tre la spiaggia della Cinta, le cause di questo disastro furono da subito riassunte nel solito elenco: fiumi sporghi, stretti tra costruzioni, cattiva gestione del territorio. A me queste cose fanno riflettere. Benché le costruzioni siano tutte basse, apparentemente ben fatte, in alcuni casi ben nascoste nella vigatazione ha senso continuare a costruire. Qualche giorno fa leggevo che l'Italia è il paese in cui si è cementificato di più negli ultimi anni. Farà bene al turismo?


Veniamo alla questione dell'acqua. In breve si può dire che quella che esce dai rubinetti non può essere ingerita, usata per preparare cibo e per lavarlo. Il comune ha emesso un ordinanza all'inizio del 2009, nel 2010 ha confermato. La cosa al limite del ridicolo è il modo in cui viene data l'informazione: si passa da consiglio di bollire l'acqua e usatela senza problemi al consiglio di non usarla neanche per lavarsi. L'agenzia dove abbiamo affittato la casa pubblicava sul proprio sito la delibera del comune, ovviamente la pubblicazione è avvenuta dopo che avevamo prenotato e mandato la caparra, cioè 5 mesi dopo la delibera del 2010 e 17 mesi dopo quella del 2009. Strano vero? L'ufficio informazioni turistiche da informazioni diverse a seconda dell'operatore di turno, uno dice che anche bollire l'acqua non serve a nulla, che loro sono due anni che comprano l'acqua a boccioni da un signore che la porta da un posto dove è buonaDopo aver letto tutta la Repubblica e aver sfogliato Il venerdì di Repubblica, seduto in giardino nell'attesa che il resto della combriccola decida di tornare in spiaggia non mi resta che scrivere il mio terzo post dalle ferie. Non vi racconterò, però, delle mie corsette mattutine e delle ore passate a camminare in spiaggia ma piuttosto di due cose che mi ha colpito, ahimè non positivamente di San Teodoro: il numero di villette in costruzione e l'acqua non potabile nell'acquedotto. Noi siamo alloggiati in una villetta divisa in quattro appartamenti su due piani, ogniuno con un piccolo giardino e un posto auto. La costruzione è carina, intonaco rosa si alterna a pietra grigia, persiane scure e tetto di coppi. Avrà si e no 5 anni. A fianco c'è un cantiere in cui, a diversi stadi di realizzazione, stanno nascendo altre 5/6 casette simili a questa. In tutto il paese è un rifiorire di cantieri, persino il municipio è in costruzione, la polizia municipale e l'assistenza sociale sono ospitate in una palazzina nuova, passandoci davanti danno l'impressione di non aver ancora finito il trasloco, la chiesa è un edificio ancora da finire. Nelle mie corsette mattutine incontro solo furgoni di muratori, muratori che escono dal bar, muratori che aspettano che qualcuno passi a prenderli. In pratica San Teodoro da l'impressione di essere in mano alle imprese edili. Mi domando è giusto? Questo territorio potrà resistere a tutto questo? Le spiagge sono già affollate a giugno, alcune di queste sono in un area protetta come saranno quando un altro migliaio di persone potranno alloggiare a San Teodoro? Lo scorso autunno qui ci fu un'alluvione che spezzo in tre la spiaggia della Cinta, le cause di questo disastro furono da subito riassunte nel solito elenco: fiumi sporghi, stretti tra costruzioni, cattiva gestione del territorio. A me queste cose fanno riflettere. Benché le costruzioni siano tutte basse, apparentemente ben fatte, in alcuni casi ben nascoste nella vigatazione ha senso continuare a costruire. Qualche giorno fa leggevo che l'Italia è il paese in cui si è cementificato di più negli ultimi anni. Farà bene al turismo?


Veniamo alla questione dell'acqua. In breve si può dire che quella che esce dai rubinetti non può essere ingerita, usata per preparare cibo e per lavarlo. Il comune ha emesso un ordinanza all'inizio del 2009, nel 2010 ha confermato. La cosa al limite del ridicolo è il modo in cui viene data l'informazione: si passa da consiglio di bollire l'acqua e usatela senza problemi al consiglio di non usarla neanche per lavarsi. L'agenzia dove abbiamo affittato la casa pubblicava sul proprio sito la delibera del comune, ovviamente la pubblicazione è avvenuta dopo che avevamo prenotato e mandato la caparra, cioè 5 mesi dopo la delibera del 2010 e 17 mesi dopo quella del 2009. Strano vero? L'ufficio informazioni turistiche da informazioni diverse a seconda dell'operatore di turno, uno dice che anche bollire l'acqua non serve a nulla, che loro sono due anni che comprano l'acqua a boccioni da un signore che la porta da un posto dove è buona, un'altra dice di bollirla prima di usarla. Vai al supermercato e un signore gentilissimo mentre mette a posto l'acqua minerale dice che bollirla non serve a nulla, c'è una sostanza disciolta nell'acqua che la rende assolutamente non usabile, al massimo lavarsi. Chiediamo alla signora che abita all'altro lato della strada e ci dice che compra l'acqua dal camion che passa tutti i martedì e che se vogliamo martedì arriverà di primo mattino. Il pizzaiolo dell'albergo/ristorante/pizzeria che sta qui a 10 metri invece non sa nulla, dice che lui usa l'acqua senza problemi, ma non è di San Teodoro. Nel frattempo noi abbiamo comprato due carelli di acqua minerale naturale, ci laviamo in denti con un bicchiere, cuciniamo con l'acqua minerale, compriamo insalata già lavata, laviamo i piatti con l'acqua del rubinetto e li asciughiamo con molta cura. Alla fine, visto che la curiosità non ci abbandona mai e abbiamo chiesto a tutte le persone che ci capitavano a tiro, sembra che da quando l'acquedotto è stato privatizzato ci siano dei problemi nella rete di distribuzione e che il comune sia in causa con la ditta a cui ha ceduto la rete idrica e che nessuno paghi l'acqua distribuita nei rubinetti. A me tutto questo, nel 2010 sembra pazzesco.

Nota per i nerd: ho scritto questo post al cellulare, traferito via bluetooth, spedito a posterous via email e quindi di li al mio blog

Posted June 18, 2010

Seccondo post dalle ferie

Eccomi al secondo post sulle mie ferie in Sardegna.

Ieri mattina mi sono alzato alle 6.30 e dopo un po' di stretching in giardino ho fatto una corsa in giro per il paese, ho corso 40 minuti e non so quanti chilometri ho percorso. Gironzolando senza meta per il centro di San Teodoro ho scoperto quanto la "nostra" casa sia vicinissima al mare e comunque praticamente in centro. Ho corso molto lentamente per evitare che mi tornasse il dolore alla gamba destra che mi sta tortuando negli ultimi tempi. Ho raggiunto l'obiettivo riuscendo ad allenarmi senza dolore.
Dopo la corsa siamo andati alla spiaggia della Cinta. Con una lungimiranza che ha dell'incredibile siamo riusciti a pizzare il nostro ombrellone in un posto che dopo una mezz'oretta si è riempito come una spiaggi di Rimini in alta stagione. Bastava fare altri 10 minuti di cammino verso nord per trovare il deserto. Mentre camminavo sulla battigia ho visto un ragazzo che correva sulla spiaggia, con tanto di zaino borraccia, sembrava in allenamento per una di quelle corse spezza gambe in mezzo al deserto.
Nel pomeriggio, visto che il cielo si era rannuvolato, siamo andati in esplorazione con l'auto per vedere un po' le spiagge di abbiamo letto su Internet e di cui abbiamo sentito parlare dagli amici. Le spiagge hanno quasi tutte parcheggi a pagamento ma penso che sia più che altro un meccanismo per ridurre il numero di persone in giro per un'area che dall'idea di essere sottoposta a qualche forma di protezione.
La giornata si è conclusa con la messa seguita nella nuova chiesa di San Teodoro, un edificio moderno a tronco di cono ancora in fase di completamente che mi ha dato l'impressione di doversi trasferire in un formo nelle giornate afose di Agosto.

Anche stamattina è iniziata con un giretto di corsa, questa volta, volendo fare un po' di salita sono andato in direzione di Cala d'Ambra e mi sono fatto un quarto d'ora di corsa sulla spiaggia. Che fatica correre sulla sabbia!!! Per andare a Cala d'Ambra si passa a fianco di un villaggio di belle villette per turisti, nei dintorni di San Teodoro c'è pieno di villette
Prima di andare in spiaggia siamo andati all'agenzia di pratiche auto dove una gentilissima signorina mi ha prima rassicurato sul fatto che la patente si può rinnovare ovunque e poi mi ha spiegato come raggiungere un'altra agenzia in cui oggi pomeriggio era presente il medico. A questo punto siamo tornati alla spiaggia della Cinta, cercato un posto meno affollato e soprattutto fatto il primo bagno. L'acqua ha dei riflessi spettacolari, il fondo è sabbioso ed ondulato ma è fredda, anzi freddissima. Come ieri nel primo pomeriggio si è rannuvolato ma io avevo da rinnovare la patente quindi non saremmo comunque andati in spiaggia. Una volta rinnovata la patente abbiamo provato ad andare in spiaggia ma nel frattempo si è alzato un gran vento. Allora abbiamo preso l'auto e siamo andati a curiosare come si arriva a Punt'aldia. Per arrivare alla spiaggia si passa in un villaggio con porto turistico, un insieme di villette stupende, giardini curatissimi, campi da tennis e campo da golf. La spiaggia è carina, stretta ma oggi molto ventosa. Abbiamo quindi passeggiato lungo lo stagno.

Posted June 14, 2010